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Progettazione

Idee da costruire

Saper tradurre un’idea che abbiamo in testa in un progetto grafico che possa essere comunicato alle altre persone è un dono che in diversa misura tutti possediamo.
E’ un arte che può essere potenziata con la dedizione continua. L’immaginazione non basta, si tratta di saper utilizzare delle tecniche che ci permettano di studiare e descrivere ciò che ancora non esiste.
Smontiamo e rimontiamo l’oggetto, lo sezioniamo, lo guardiamo da diversi punti di vista, lo modifichiamo di continuo, finché il risultato non ci soddisfa. In questo modo non abbiamo limiti riguardo alla dimensione e alla complessità dell’oggetto che dobbiamo progettare.

Conoscere la normativa

Poi bisogna che questo oggetto si adatti al mondo reale, per questo dobbiamo conoscere tutti i vincoli normativi che ne regolano la realizzazione. Qui la burocrazia si è sbizzarrita con le sigle: SCIA, DIA, CIL, CILA, PDC, SUAP, e poi ancora codice civile, disciplina delle distanze, piano casa. Le leggi e normative da conoscere sono davvero tante e in continua evoluzione ma l’approfondimento e lo studio continuo sono l’unico modo per poter realizzare le nostre idee. Certo la parte meno poetica, ma indispensabile.

Collaborazioni

Un progetto complesso è sempre un momento di collaborazione: sono in gioco molti saperi e molte necessità, bisogna saper lavorare in squadra, ma anche avere la capacità di coordinare. Le variabili sono molte ed i saperi in ballo cambiano di volta in volta, progettisti, strutturisti, agronomi, impiantisti, costruttori, le teste da unire sono sempre molte ma più il coordinamento sarà buono, migliore sarà il risultato finale.

Formazione

La nostra formazione in questo campo è stata varia e lunga, dopo la laurea in Architettura a Venezia, abbiamo collaborato con molti altri studi di progettazione ed Enti Pubblici, seguendo progetti a varie scale: dalle abitazioni private, ai parchi, giardini, quartieri, progetti territoriali a scala comunale e provinciale.

Essere architetti e progettisti oggi

Ora ci rendiamo conto che il nostro pianeta si trova in una fase molto particolare e delicata. Chi ne studia il comportamento in maniera complessiva ci dice che la pressione antropica sta diventando insostenibile, che l’essere umano e tutte le sue “incrostazioni” sulla superficie terrestre ne stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza. Ci interroghiamo continuamente su cosa significa essere architetti e progettisti in questo momento.
Sappiamo che il nostro compito è ed è sempre stato quello di migliorare la vivibilità degli spazi percorsi dall’uomo.
Farlo con la prospettiva del lungo termine vuol dire allora perseguire progetti che prima di tutto salvaguardino il complesso ecosistema terrestre. Per questo crediamo in progetti che innervano di nuova energia e vitalità i luoghi marginali, recuperando vecchi edifici, sottraendo i paesi allo svuotamento progressivo e all’abbandono, impedendo il dilagare di pratiche agricole industrializzate che impoveriscono il territorio, causandone degrado ambientale ma anche paesaggistico. Crediamo inoltre che l’economia basata sul turismo possa dare un’aiuto importante all’attivazione e sostentamento di progetti virtuosi.

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